moto settembre 2016
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Il fulmine su due ruote

03 / 09 / 2016 03-09

Farlo andare piano in pista era impossibile e infatti è  diventato campione mondiale della classe 500
(anno di grazia 1991). Ha sempre corso, Marco Lucchinelli  - vera leggenda delle due ruote - ma oggi un po' meno grazie a
suo figlio, 7 anni, che gli ricorda sempre - non è un'esagerazione - quello che si può e quello che non si può fare. Lucchinelli lo ha raccontato nel suo intervento - applauditissimo - al convegno sulla sicurezza, evento curato dal Moto Club Trieste  in collaborazione con Autovie Venete e compreso fra le iniziative della mostra sui 110 anni di storia del sodalizio.  Per questo, secondo il campione, "è doveroso spiegare nelle scuole, a partire dalle elementari, la sicurezza stradale e i comportamenti virtuosi da tenere nelle vesti di pedone, ciclista, motociclista e automobilista. I bambini sono delle spugne, assorbono le nozioni, le applicano nel loro piccolo mondo quotidiano ma soprattutto rappresentano la buona coscienza dei genitori".  Lavoro didattico nelle scuole per far crescere la sensibilità verso la sicurezza, certo, ma anche tecnologia, a cominciare dai materiali. "Ai miei tempi - continua Lucchinelli - che ha iniziato a correre negli anni '70 ? indossavamo tute da corsa leggerissime, che non proteggevano affatto. Dopo che mi son rotto più volte entrambe le clavicole, ho cominciato a collaborare con l'azienda Dainese per studiare e sperimentare nuove soluzioni. Nel 1974 sono stato uno dei primi ad adottare i "rinforzi" sulle spalle e ginocchiere, protezioni che poi sono diventate di uso comune tra i motociclisti stradali". E' una storia antica sempre attuale: la sicurezza inizia sulle piste e finisce poi nelle strade quotidiane. L'ultima frontiera, in questo campo, sono i gilet e i giubbini con l'airbag e le protezioni salvaschiena, già diventate indispensabili nel corredo da pista dei piloti professionisti. Aperta con i saluti della presidente della Regione Debora Serracchiani, motociclista appassionata prima che la politica prendesse il sopravvento nella sua vita, la conferenza è stata l'occasione per una carellata generale - sempre nell'ottica delle due ruote - sulle proposte di modifica di alcune norme del Codice della Strada e sulle novità riguardanti il reato di omicidio stradale.