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Pneumatici e copertoni si riciclano nel microonde

19 / 12 / 2016 19-12

Uno speciale forno a microonde appositamente progettato per smaltire copertoni e pneumatici che non si possono più utilizzare. Un sistema che produce energia, si autoalimenta e riduce fortemente l'impatto sull'ambiente dando vita a nuovi materiali - un gas, un liquido e una componente solida - interamente riutilizzabili. È il cuore di un'invenzione tutta fiorentina nata per risolvere il problema degli pneumatici arrivati a "fine carriera", definiti tecnicamente pneumatici "fuori uso" (PFU). Rifiuti speciali veri e propri che al momento, in base alle direttive europee, non possono essere conferiti in discarica né integri né frantumati (eccetto le gomme delle biciclette) e di cui una parte viene impiegata per produrre nuovi copertoni, in lavori di ingegneria o come combustibile, in parte bruciata negli inceneritori ed il rimanente non si sa dove smaltire. Un'idea apparentemente semplice quella del "microonde per gomme" ? dal momento che è basata su uno dei sistemi più diffusi tra le famiglie italiane per riscaldare in pochi secondi cibi ed alimenti - ma destinata ad avere un effetto rivoluzionario per i benefici "green" che può comportare. Tanto che il prossimo obiettivo dei suoi inventori è la creazione di un impianto che avvii il trattamento termico degli pneumatici - ma anche di altri materiali plastici - a livello industriale.L'invenzione si chiama Tyrebirth e porta la firma del Dipartimento di Chimica dell'Università di Firenze e dei due chimici Piero Frediani, già professore ordinario di Chimica industriale all'Ateneo fiorentino, Silvio Occhialini e dei loro collaboratori Luca Rosi, Marco Frediani, Andrea Undri e Stefano Meini. A finanziare la ricerca è la CAF, tra le aziende leader nel campo del sollevamento pesante, attiva nei settori delle bonifiche e dello smaltimento, che detiene il brevetto di ricerca già depositato in Europa, Stati Uniti, Australia e Canada. La ricerca di una soluzione per lo smaltimento delle gomme inizia nel 2007. All'epoca gli pneumatici non più utilizzabili venivano sminuzzati, mescolati con la sabbia calda per essere pirolizzati o impiegati nei cementifici come combustibile: una soluzione che comportava una notevole perdita di materiale e un grande dispendio di energia. Il gruppo di studio pensa fin da subito di ricorrere alla pirolisi, ossia di decomporre termicamente i copertoni. "Le gomme - spiegano gli inventori di Tyrebirth - hanno però un grosso problema quando vengono trattate con pirolisi: sono isolanti e non trasmettono calore". Da lì l'intuizione, che dà il via all'invenzione vera e propria, di impiegare le microonde. "Le microonde - continuano i ricercatori - sfruttano una caratteristica peculiare degli pneumatici, ossia quella di contenere carbone per circa il 30 - 40%. È il carbone ad assorbire le microonde facendo sì che il riscaldamento dei copertoni avvenga dall'interno".