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Auto mon amour

12 / 01 / 2017 12-01

I dati contenuti nell'annuario Istat parlano chiaro: l'auto è il mezzo di trasporto privato più utilizzato per recarsi al lavoro. Sette
italiani su 10 , ovvero il 68,9% si recano al lavoro in auto, così come il
37,3% degli studenti che, nella maggior parte dei casi, viaggiano come
passeggeri. Numeri importanti, così come "importante" è la cifra riguardante il
parco veicoli: in Italia, nel 2015, le auto sono 37 milioni 351 mila 233. Sei
auto ogni 10 abitanti! Il record di auto registrate spetta alla Lombardia
(15,9%), seguita da Lazio (9,9) e Campania (9%). Meno utilizzate, per recarsi a
scuola o al lavoro le moto: tra gli occupati il 3,6% usa la moto e il 3,7% la
bicicletta; tra gli studenti, il 2,0% usa la moto e il 2,4% la bicicletta. Sul
versante del trasporto collettivo, questi mezzi sono usati di più dagli
studenti: il 13,1% sceglie tram o bus contro il 5.5% degli occupati, mentre
l'11% utilizza il pullman o la corriera (2,0% degli occupati). Circa un quarto
delle persone di 14 anni e oltre ha utilizzato, almeno una volta durante
l'anno, l'autobus, il filobus o il tram per spostarsi all'interno del proprio
comune. Il ricorso ai mezzi pubblici urbani è più diffuso nelle regioni del
centro-nord e nei comuni di grande urbanizzazione, raggiungendo punte di utenza
del 66,7% nei comuni che si trovano al centro delle aree metropolitane. La
qualità del servizio di trasporto urbano è giudicata soddisfacente da oltre la
metà degli utenti, per gli aspetti relativi a frequenza e puntualità delle
corse (rispettivamente 53,6% e 52,3%) e da poco meno del 50% per la possibilità
di trovare posto a sedere (49%). Il maggiore gradimento viene espresso dagli
utenti che risiedono nel Nord, in particolare nelle regioni Nord-orientali e
nei comuni di piccole e medie dimensioni, mentre si dichiarano maggiormente
insoddisfatti gli abitanti del Sud, delle Isole e delle aree metropolitane. Il
giudizio degli utenti sul trasporto urbano è nel complesso meno positivo di
quello espresso su altri mezzi di trasporto pubblici ed è anche peggiorato
rispetto al 2015, a fronte di un leggero incremento della quota di utilizzatori
(da 24% a 24,4%).