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Le code di mezzi pesanti. Perché si formano?

30 / 05 / 2018 30-05


Lunghe file di camion incolonnati sull'autostrada. Una sorta di serpentone caratterizzato da quello che tecnicamente è chiamato "stop and go", un fenomeno che aumenta la frequenza dei tamponamenti anche perché non vengono rispettate le distanze di sicurezza. Accade spesso, soprattutto sulla A4 Trieste Venezia, un tratto autostradale dove si concentra la maggior parte del traffico in arrivo dal Centro ed Est Europa. Non sempre si tratta di code dovute a incidenti, anzi. E' proprio l'accumulo di un numero molto elevato di autoarticolati, il problema in sé, in quanto l'infrastruttura non è in grado di reggerli. Le code, di solito, iniziano fin dal mattino presto perché gli autisti che hanno trascorso la notte nelle aree di servizio ripartono più o meno in contemporanea, non appena il tempo delle ore di riposo obbligatorie è trascorso. Quando poi c'è una festività infrasettimanale che agevola i famosi "ponti", oppure quando la festività cade di lunedì e quindi si aggiunge al fermo transito della domenica, gli intasamenti sono garantiti. In presenza di giornate festive, infatti, scattano sia in Italia sia nei Paesi limitrofi, i divieti di transito per i mezzi pesanti, una misura preventiva, finalizzata a mantenere la fluidità della circolazione turistica a fronte dell'incremento dei transiti che normalmente si verifica nei giorni festivi. Il problema nasce dal fatto che i blocchi dei tir sono "a scacchiera", perché ogni Paese li attiva in giornate diverse. Quando termina il divieto, un numero molto elevato di mezzi pesanti fermi a ridosso del confine fra Italia e Slovenia o fra Italia e Austria, ripartono tutti insieme intasando - inevitabilmente - l'autostrada Trieste-Venezia che attraversa il Friuli Venezia Giulia e il Veneto.