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La gru. Diva dei cantieri

09 / 09 / 2019 09-09


E' una delle protagoniste principali delle costruzioni. Date le dimensioni, cattura inevitabilmente l'attenzione e, durante le manovre, tiene tutti comunque con il fiato sospeso. Si tratta della gru, macchina per il sollevamento e la movimentazione dei carichi, che svolge da sempre un ruolo di primaria importanza nel settore delle costruzioni e non solo. Nei cantieri della terza corsia sull'autostrada A4, per esempio, la presenza delle gru è un elemento fisso, quasi una sorta di segnale che i lavori procedono. L'impresa Midolini F.lli SpA, di Udine, è la realtà che ha operato in tutti i lotti in costruzione e anche nella trasformazione in autostrada del Raccordo Villesse-Gorizia, ora A34. Il Gruppo, che ha acquistato le prime gru negli anni '50 è cresciuto costantemente diventando sinonimo di sollevamento ad alta specializzazione. Fra i lavori più straordinari seguiti, il sollevamento dei campanili friulani abbattuti dal terremoto del 1976 (un lavoro fatto con il cuore) la copertura dello stadio olimpico di Atene, la diga sull'Eufrate costruita per Saddam Hussein. Con il suo parco mezzi di 70 autogrù telescopiche e tralicciate (la gamma va dalle 15 alle 800 tonnellate di portata e l'altezza massima che possono raggiungere è di 150metri) l'impresa friulana si posiziona fra le prime società italiane in questo settore. Un ambito dove il lavoro in team è praticamente indispensabile, a cominciare dalla programmazione. La scelta del tipo di macchina da usare per un determinato lavoro, non è cosa semplice e "viene prima effettuata sulla carta, diciamo così ? spiega Vanni Comello, il "regista" delle operazioni più importanti - perché sul disegno dei progetti noi ci confrontiamo con il cliente e lo staff dei tecnici". Una sorta di "presa visione" di massima dell'intervento, seguita dal sopralluogo nel cantiere vero e proprio dove non sempre c'è l'elemento da sollevare. "Molto spesso - precisa Comello - il disegno è diverso dalla realtà o comunque non così preciso come serve a noi che dobbiamo capire l'esatto spazio di manovra, verificare le eventuali interferenze presenti, stabilire il tipo di "tiro" da utilizzare e le modalità del sollevamento". Il passaggio successivo è la cosiddetta riunione di coordinamento, un momento molto importante al quale partecipano tutti i tecnici coinvolti e dove vengono esaminati e approfonditi, fin nei mini dettagli, tutti gli aspetti del sollevamento e della posa. Superfluo dire che nulla viene lasciato al caso. "Alle riunioni per pianificare i lavori nei cantieri autostradali - sottolinea Comello - sono presenti anche 30 persone, perché oltre a noi, ai tecnici delle imprese costruttrici e di Autovie Venete, ci sono anche le forze dell'ordine e il personale delle ditte specializzate nella gestione delle chiusure autostradali, i responsabili della sicurezza e i direttori dei lavori". Un puzzle complesso composto da una miriade di pezzi che devono incastrarsi perfettamente l'uno con l'altro. Il team impegnato in una operazione di sollevamento vede coinvolte diverse figure professionali che vanno dal gruista all'autista a chi allestisce e disallestisce il mezzo, compresi il coordinatore del "tiro" se si tratta di un sollevamento con più di un'autogru a tutta la "logistica" che organizza e coordina il personale, i mezzi, permessi di transito, accesso e sosta in cantiere; tutto questo è necessario per far si che il sollevamento possa svolgersi in sicurezza.- "La professione di gruista, fino a qualche anno fa - spiega Mirva Midolini, presidente del gruppo - non aveva un riconoscimento professionale vero e proprio, era il risultato di predisposizione personale (le caratteristiche emotive sono fondamentali), e formazione interna fatta direttamente dalle maestranze più esperte in "training di affiancamento". "Le nostre gru sono mezzi autocarrati - precisa Midolini - che possono, cioè, spostarsi su strada e quindi per guidarle era sufficiente avere la patente C o al massimo E, nei casi di quelle più grandi. Dal 2012 è stato istituito il patentino anche per questa tipologia di macchine ma quello che ancora manca è una normativa dedicata al sollevamento, ambito delicato e complesso che necessiterebbe di punti di riferimento codificati e certi".