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Terza corsia crocevia del Corridoio Mediterraneo

26 / 11 / 2019 26-11


L'autostrada A4 Venezia - Trieste, con la conclusione dei lavori della terza corsia è, a tutti gli effetti, l'asse viario ideale per la mobilità di merci e persone all'interno dei Corridoi Mediterraneo e Baltico Adriatico. Evoluzione del Corridoio V, il Mediterraneo è un'importante via intermodale che collega "sulla carta" Lione a Budapest. "Ma perché il progetto dalla carta passi alla realtà - afferma Maurizio Maresca, docente di diritto della Comunità europea all'Università di Udine e già presidente dell'Autorità portuale di Trieste - occorre che tutte le infrastrutture del territorio "si parlino" dando luogo ad un vero sistema". 
Il Friuli Venezia Giulia, regione attraversata da più Corridoi che si incrociano - oltre al Mediterraneo di qui passa anche l'Adriatico Baltico - si trova in una posizione baricentrica rispetto ai traffici da e per il Centro ed Est Europa e può realisticamente candidarsi a svolgere un ruolo di vero e proprio hub logistico. Un obiettivo raggiungibile, però, solo attraverso la sinergia, che significa mettere a sistema "i porti di Trieste, di Monfalcone e di Capodistria sostenuti dai loro retroporti; la ferrovia Venezia - Trieste con la Capodistria - Divaccia - Lubiana; la rete autostradale gestita da Autovie Venete con quella gestita dalla slovena Dars. E forse, con l'aiuto di un grande vettore, anche gli aeroporti di Ronchi e Lubiana", sottolinea il docente. "Cosi - sostiene ancora Maresca - tutta quest'area si trasformerà in una piattaforma di smistamento delle merci proprio utilizzando i due Corridoi: il Mediterraneo e l'Adriatico baltico". A trarre vantaggio da questa "visione intermodale", sarebbero in primis il territorio della provincia di Udine e di Pordenone le cui aree industriali, ben gestite, e soprattutto autorizzate dalla Commissione europea, "potrebbero diventare un polmone di trasformazione delle merci che passano nel Corridoio" precisa il docente.

Storia ed evoluzione di una sinergia mancata

Per comprendere appieno il senso di questa visione bisogna fare un passo indietro e tornare agli anni ?90 quando cominciò a delinearsi con chiarezza l'importanza del Nord Est dell'Italia e della Slovenia all'interno dello scacchiere internazionale in quanto punti di intersezione di due dei dieci corridoi europei, ovvero quello Adriatico - Baltico (da Trieste - Capodistria a Danzica - Stettino) e quello Mediterraneo. Fu in quegli anni che il Governo italiano (Capo di Stato era Carlo Azeglio Ciampi), stanziò 300 miliardi delle vecchie lire per potenziare in territorio sloveno l'asse ferroviario tra Trieste e Lubiana con l'obiettivo di migliorare il servizio ai due porti (Trieste e Capodistria). "Dal 2004 assistiamo a un'inversione di tendenza - ricorda Maresca - i rapporti fra i due Paesi si sfilacciano e la collaborazione si trasforma in rivalità per mutati equilibri politici. Il porto di Trieste e quello di Capodistria viaggiano su binari paralleli, badando ognuno ai propri interessi, nonostante il parere della Commissione europea che, meno di due anni fa, dopo un sopralluogo, stabilì la necessità di una sinergia". Il risultato di questo "allontanamento" è stata la mancata realizzazione del tratto ferroviario del Corridoio Mediterraneo Venezia-Trieste che corre parallelo all'autostrada A4. "Il tracciato, i cui tempi di realizzazione sarebbero brevi - tranne nel tratto carsico e quindi più problematico tra Monfalcone e Trieste per la costruzione di gallerie e trafori -, è già incluso nel programma di contratto delle ferrovie dello Stato con il Governo.".

Invece la Slovenia corre a una velocità doppia rispetto all'Italia e gioca d'anticipo. Il Governo sloveno ha presentato il progetto per il raddoppio dei 27 chilometri di linea ferroviaria che collegheranno la località di Divaccia con Capodistria. In sostanza la nuova linea sarà a binario singolo e andrà a integrarsi a quella esistente. Da questo potenziamento trarranno vantaggio entrambi i Corridoi che attraversano il Paese, quello Baltico-Adriatico e quello Mediterraneo, appunto, strategici per i traffici delle merci. 

Le prospettive 

  
"Con una forma di collaborazione stretta  - ipotizza Maresca - e un unico tratto ferroviario italo - sloveno si creerebbero le basi per un rafforzamento della sinergia tra Autovie e Dars, il sistema autostradale sloveno. Realtà pubbliche entrambe (Autovie lo diventerà al 100% con la Società Autostrade Alto Adriatico) potrebbero dare vita a un grande progetto condiviso di potenziamento infrastrutturale. Il grande asse intermodale che si verrebbe a creare consentirebbe di gestire diversamente la mobilità, "dirottando" sui treni del terminal Hupac dell'interporto di Pordenone molti dei tir a lunga percorrenza che attraversano oggi l'autostrada". "L'autostrada sarebbe meno congestionata e più scorrevole - precisa Maresca - e il calo del traffico pesante sarebbe sicuramente compensato da un incremento di quello leggero. Se la terza corsia contribuirà da sola a rendere più fluida la circolazione, la piena intermodalità renderebbe la rete autostradale più appetibile turisticamente e più confortevole anche per il traffico pesante di medio e breve raggio". 

Secondo Maresca "per fare sistema occorrono amministratori ed Enti pubblici colti, consapevoli e generosi ma anche imprenditori di visione che in tutti i momenti promuovano l'interesse pubblico. Trieste, Monfalcone e Capodistria, con i loro retroporti, con l'interporto di Pordenone e le zone industriali di Udine e Pordenone sono infrastrutture molto ben gestite. E così lo sono il porto di Capodistria e l'interporto di Sezana. Ma oggi occorre integrare questa infrastrutture e farle diventare un sistema non a parole ma nei fatti". "Il presidente della Regione Fedriga - dice in chiusura il professor Maresca - è molto consapevole e pronto a mettersi in gioco per avviare una politica comune che si estenda, oltre, credo, alla Slovenia, anche a Ungheria, Croazia, Austria e Germania. Sono certo che già dai prossimi giorni le autorità di quei Paesi mostreranno la medesima ampiezza di vedute e generosità".