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Kid Alert

12 / 02 / 2020 12-02


Bimbi dimenticati in auto. Un fenomeno scatenato da un improvviso black out mentale o dalla convinzione inconscia di aver già compiuto una determinata azione, in questo caso quella di aver già fatto scendere i piccoli dall'automobile. Dopo i diversi episodi di bimbi lasciati soli nella vettura la legge ha deciso di intervenire rendendo obbligatoria l'installazione, a bordo auto, di dispositivi "salvabebè" per coloro che viaggiano con bimbi di età inferiore ai 4 anni. L'obbligo è entrato in vigore il 7 novembre 2019, mentre le sanzioni per chi ne sarà sprovvisto scatteranno il 6 marzo 2020 (si rischiano da 83 euro a 333 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente). Un tema caldo, quello dell'obbligatorietà dei "memory kids" che ha scatenato numerosi dibattiti. A sondare le opinioni di un campione di mamme e papà italiani con figli di età compresa fra gli 0 e i 4 anni è stata la startup Bulon, ideatrice di MyMi, dispositivo anti abbandono. Su un campione di 2.852 genitori intervistati il 76% ha risposto di essere a conoscenza del decreto, ma quasi un quarto dei rispondenti non ha ancora ben chiare le regole. Il 30% attribuisce la colpa di questa scarsa chiarezza alla "travagliata e poi frettolosa approvazione" del decreto (si è trattato di un percorso legislativo piuttosto tormentato, soprattutto a causa della difficoltà di inquadrare le caratteristiche tecniche dei dispositivi), mentre il 18% lamenta l'insufficienza degli incentivi alle famiglie attualmente previsti (le famiglie dal 20 febbraio possono richiedere un contributo di 30 euro sull'acquisto). L'89% degli intervistati non ha ancora acquistato il dispositivo e il 18% lamenta l'insufficienza di incentivi per le famiglie attualmente previsti. Tra quelli che invece l'hanno acquistato, il 37% ha agito di conseguenza alla norma, il 35% invece per motivi di sicurezza.
Nonostante l'incertezza generale una sola cosa non lascia a spazi dubbi: la consapevolezza della gravità del fenomeno, fenomeno che gli intervistati imputano ai ritmi di vita sempre più frenetici che comportano il famoso black out. Il 41% dei rispondenti ritiene che "dimenticare" il figlio in automobile sia, purtroppo, un gesto che può capitare a tutti. Per quanto riguarda il dispositivo in sé, il 41% delle mamme e dei papà sostiene che tra i principali limiti riscontrati sui prodotti in vendita c'è l'obbligo di utilizzarli dipendendo da smartphone o da internet (41%) per poterli usare i costi elevati (38%) e la scarsità di pezzi disponibili sul mercato (21%).

A norma di leggeIl dispositivo perfetto (e omologato):

- Segnalare l'abbandono di un bambino di età inferiore ai 4 anni mediante l'attivazione di allarmi visivi, acustici e/o tattili (vibrazioni) percepibili all'interno o all'esterno del veicolo;
- essere in   grado di attivarsi automaticamente ad ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente;
- dare un segnale di conferma   al conducente nel momento dell'avvenuta attivazione;   
- essere in grado di attivare il sistema di comunicazione con telefoni cellulari (messaggi o chiamate)
- se alimentato da batteria, il dispositivo deve essere in grado di segnalare al conducente livelli bassi di carica rimanente.


Le case produttrici dovranno fornire agli acquirenti un certificato di conformità ai requisiti previsti per legge.

https://www.interno.gov.it/it/notizie/operativo-lobbligo-dei-dispositivi-antiabbandono-auto