TORNA ALL'ELENCO
Immagine copertina news

#Covid-19. Autisti in primo piano

14 / 04 / 2020 14-04

"Dopo i medici e gli infermieri, in prima fila ci siamo noi  #autotrasportatori. Noi che, nel nostro piccolo cerchiamo di garantire il trasporto dei servizi essenziali in tutto il Paese". A parlare è Stefano Tonetto, uno dei 65 #autisti dipendenti della #Ceccarelli Group, azienda operativa nel mercato nazionale e internazionale della #logistica, con sede a Udine. Lui, come altri, fa parte di quell'esercito di lavoratori che non ha potuto fermarsi in questo periodo di emergenza Coronavirus "perché - afferma - c'è da mandare avanti l'Italia". La gente lo ha capito "e ha anche riconsiderato - aggiunge con un pizzico di orgoglio - la nostra categoria. Prima qualcuno ci vedeva come persone per così dire "rozze", mentre ora siamo considerati quasi eroi - ma non è proprio il caso. Certo, ci fa piacere che il nostro lavoro venga finalmente apprezzato da tutti". La vita di Stefano, dal 21 febbraio, da quando cioè è stato scoperto il primo caso di #Covid19 a Codogno, in Lombardia, è cambiata. "Ora viaggio con due inseparabili "compagni" - spiega - i guanti e la mascherina. L'azienda ha dotato tutti di questi dispositivi di sicurezza già due-tre giorni dopo che era scattato l'allarme in Lombardia. Una scelta provvidenziale e lungimirante, perché anche un solo caso positivo in un'impresa di autotrasporto, può bloccare l'intera filiera e provocare l'interruzione della catena distributiva, fondamentale in questo periodo per tutta la comunità che ha bisogno di essere rifornita dei generi di prima necessità, dagli alimentari, ai prodotti farmaceutici, dal carburante ai pezzi di ricambio per i macchinari. "All'inizio c'era un po' di preoccupazione ad andare in altre aziende - ammette - anche perché non tutti avevano percepito la gravità della situazione e quindi non sempre erano state adottate quelle precauzioni a cui oggi ci stiamo abituando. Nelle ditte che sono rimaste aperte c'è ora molta serietà: la merce la consegniamo a distanza di sicurezza evitando ovviamente il contatto diretto con chi la riceve. E questo ci fa sentire più tranquilli". Il cambio di abitudini, ha comportato dei disagi, inutile nasconderlo. Tra i problemi maggiori la difficoltà di trovare un posto, lungo il tragitto, dove rifocillarsi e fare una doccia calda. "Quando il governo ha emanato le prime restrizioni per il Covid19 su bar e ristoranti - spiega - la prima domanda che ci siamo posti tra colleghi è stata: ma a noi che siamo in giro per l'Italia chi pensa?". "Fortunatamente - aggiunge - hanno riaperto le aree di servizio in autostrada dalle 6 del mattino alle 18 e quindi riusciamo a fare almeno una sosta dignitosa". Il regolamento europeo prevede che l'autista del tir debba osservare un'interruzione di almeno 45 minuti consecutivi dopo aver guidato per un periodo di quattro ore e mezza. "Le aree di servizio aperte - precisa Tonetto - sono fondamentali in questo momento. Ho notato che il personale rispetta molto le misure di sicurezza e gli ambienti sono costantemente igienizzati. Anche l'accoglienza è cambiata. Con i ritmi frenetici di prima era impossibile scambiare una parola, o addirittura un saluto. Ora si riesce a stabilire un rapporto umano. E non manca mai un sorriso". Tonetto conosce come le sue tasche la rete autostradale, in particolare la A4 Trieste-Torino che percorre in continuazione. "In un solo mese - dice - sono andato in Lombardia 15 volte. Vado spesso anche in Veneto, in Emilia Romagna e nelle Marche; insomma in tutti quei posti che fin dall'inizio sono stati catalogati come veri e propri focolai". Oggi l'autostrada è quasi deserta. "In questo periodo ho scoperto la comodità e la sicurezza di viaggiare sulle tre corsie dove sono già percorribili - afferma - e devo dire che è tutta un'altra cosa, così come è più agevole l'utilizzo delle aree di servizio dove entriamo con facilità. "I ritmi adesso sono più tranquilli - è la sua riflessione - c'è meno tensione perché c'è meno traffico e le destinazioni vengono raggiunte più rapidamente. Nelle aziende di destinazione si carica e scarica con puntualità la merce, senza ritardi e quello che prima richiedeva otto ore, ora lo facciamo in sei. Siamo consapevoli che si tratta di una situazione particolare, sicuramente transitoria. Anzi, siamo i primi a sperare che l'economia riparta rapidamente, ma forse fra le tante cose che questa emergenza ci lascerà, ci sarà anche la consapevolezza di poter organizzare diversamente la logistica, magari con una corsia preferenziale per chi, sulla strada, ci sta dalla mattina alla sera per garantire il benessere di tutti".