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#ITALIATUTTOBENE

23 / 04 / 2020 23-04


Sono un team di quindici ragazzi del Friuli Venezia Giulia e Veneto, tutti under 30, fra cui anche studenti universitari. In un periodo come questo, dominato dalla preoccupazione Coronavirus, l'informazione svolge un ruolo fondamentale ma, tra fake news e notizie non sempre proprio accurate, riuscire a districarsi non è facile e loro hanno deciso di mettersi in gioco, progettando www.italiatuttobene.it, un sito da milioni di visualizzazioni, che offre la garanzia della correttezza dei dati e delle informazioni pubblicate. Coordinatore del gruppo, l'udinese Pietro Antonini, racconta il percorso che hanno seguito. 

Italia tutto bene. Come nasce e perché?

L'idea è partita da me, intorno ai primi giorni di marzo, quando mi sono reso conto di quanto fosse difficile trovare informazioni attendibili sul Covid-19, districandosi fra le tante notizie e fake news. Per un esperto digitale cercare e selezionare le news è più facile, ma per chi non ha tanta dimestichezza con il web capire quali siti sono affidabili e quali invece no, è più complicato. Ho sentito quindi l'esigenza di creare uno spazio dove raccogliere le notizie attendibili e utili sull'emergenza, rendendole fruibili a tutti. 

Qual è l'obiettivo?

L'obiettivo principale è quello di fornire notizie verificate in modo semplice e chiaro. Mentre i media sono a caccia dello scoop e fanno a gara a chi lancia la notizia per primo, noi non miriamo a questo. Prima di pubblicare i dati sull'emergenza attendiamo infatti il bollettino della Protezione Civile. Vogliamo essere certi delle notizie che pubblichiamo e vogliamo renderle comprensibili e accessibili a tutti.

Come è organizzato il sito?

L'interfaccia è semplice ed efficace. Nell'homepage gli utenti trovano i numeri utili da chiamare in caso di necessità, i grafici che illustrano l'andamento generale dell'epidemia (guariti, positivi, deceduti) e non solo. Grazie a una cartina geografica dell'Italia gli utenti possono selezionare la loro regione, monitorando tutti i dati sull'emergenza provincia per provincia. Il sito è facilmente navigabile e raccoglie gli articoli di autorevoli testate giornalistiche nonché approfondimenti scientifici sull'epidemia in corso e non solo. Cerchiamo anche di dare un supporto alle persone.

In che modo?

Con il progetto Iris. Si tratta di una chat dove gli utenti possono comunicare in forma gratuita con degli psicologi regolarmente iscritti all'albo. Il servizio è attivo dalle 8,00 alle 22,00 ed è supportato dall'Ordine degli Psicologi del Fvg. Non c'è bisogno di un appuntamento, le persone si collegano al sito e chattano con lo psicologo disponibile al momento.

C'è anche spazio per l'intrattenimento?
Certamente. In un periodo così critico, vogliamo renderci utili anche alleggerendo l'umore delle persone, suggerendo ad esempio passatempi da fare durante il lockdown. Tra gli articoli più letti c'è "come fare il lievito di birra a casa", ma anche la "differenza fra igienizzare e disinfettare" ha riscosso parecchio successo. Inoltre ricchi di spunti sono gli articoli che propongono delle interviste agli operatori economici sul territorio per capire come stanno fronteggiando l'emergenza: una su tutte, ad esempio, quella allo chef Alberto Tonizzo, chef stellato del ristorante friulano "Al Ferarut".

In quanti siete a mandare avanti questo progetto?

Attualmente siamo in 15 (Pietro Antonini, Giampietro Gagliardi, Giovanni Riccardi, Benedetta Ardito, Ester Zanin, Enrico Stefanel, Marco Toppano, Davide Zilli, Celeste Bozzetto, Nicola Righetti, Gabriele Spangaro, Jamal Grin, Valentina Petris, Laura Antoniacomi e Chiara Gazziero): ognuno con il suo compito. C'è chi crea i grafici, chi si occupa degli articoli, chi delle immagini, chi gestisce la parte creativa, chi quella tecnica, chi segue i social media e così via. Siamo tutti volontari e ci impegniamo a mantenere il sito sempre attivo e aggiornato. Per chi volesse aiutarci, sul nostro sito ci sono tutte le coordinate da utilizzare, noi ci impegniamo a mettere on line non solo l'importo raccolto, ma anche le fatture che documentano i costi.

Quali sono i costi che dovete sostenere oltre al vostro tempo?

Anche se in molti non lo sanno, mantenere un sito web ha dei costi strutturali di base, che aumentano proporzionalmente al volume di visite che riceve: il nostro sito, avendo raggiunto dei picchi di visite di mezzo milioni di utenti in una giornata, con più di 10 mila utenti connessi contemporaneamente, ha dovuto dotarsi di server potenti per permettere a tutti gli utenti di poter accedere senza problemi. Per quanto riguarda il Progetto Iris, ad esempio, la chat di supporto psicologico, abbiamo dovuto sostenere dei costi per i tool necessari per offrire questo tipo di servizio così da assicurare all'utente la migliore esperienza possibile.-

Italia tutto bene post Covid-19?

Vorremmo continuare il progetto anche dopo l'emergenza, mantenendo la stessa linea editoriale (prevalenza di grafici e dati statistici) ma creando più contenuti nostri e trattando più argomenti di attualità.

Vi focalizzerete sempre sull'ambito sanità?

Non solo, stiamo già cercando di ampliare le nostre vedute e i campi in cui lavorare: la nostra intenzione sarebbe quella di spaziare a 360 gradi, fermo restando il principio che ci ha ispirati, ovvero un'informazione chiara, diretta ed efficace.