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Lavoro.Convivere con il Covid-19

20 / 05 / 2020 20-05


Da qualsiasi parte si affronti il problema, la soluzione più efficace è l'autotutela. E quindi: mantenere le distanze, lavarsi spessissimo - e bene - le mani, indossare la mascherina, evitare gli assembramenti, igienizzare le postazioni condivise a ogni cambio turno. "Ognuno deve essere consapevole che tutte le misure adottate dalle aziende per prevenire il contagio da Coronavirus sono fondamentali, ma senza la collaborazione convinta dei singoli, risultano meno efficaci". Lo afferma, determinato, Salvatore Strano, medico del lavoro che, con la sua struttura, ha affiancato Autovie Venete nella stesura dei protocolli finalizzati prima a gestire la fase dell'emergenza sanitaria e poi quella della graduale ripresa di tutte le attività. Un lavoro impegnativo che, senza soluzione di continuità, ha coinvolto per quasi due mesi il management della Società, lo staff del responsabile del servizio prevenzione e protezione, le organizzazioni sindacali. "Autovie è stata lungimirante e molto responsabile - spiega Strano - perché ha anticipato i tempi, muovendosi in anticipo rispetto alle disposizioni del Governo. Tutti i dispositivi di protezione, dalle mascherine ai gel disinfettanti, sono stati ordinati prima delle ordinanze che ne imponevano la presenza nei luoghi di lavoro, per cui non ci sono stati problemi di approvvigionamento. Anche il servizio della mensa aziendale è stato modificato adottando la formula del take away". Non secondaria la scelta di indentificare - nel totale rispetto della privacy - i possibili soggetti fragili. "In questo caso - spiega Strano - è stato chiesto ai lavoratori di comunicare all'azienda eventuali problematiche suscettibili di misure particolari e queste segnalazioni mi sono state sottoposte affinchè io le validassi dopo aver consultato la cartella sanitaria". Sospesa temporaneamente la "sorveglianza sanitaria", ovvero le visite di routine effettuate periodicamente sui dipendenti. "Ci siamo limitati ai casi urgenti - precisa - rinviando le altre visite a dopo il 31 luglio, come da indicazioni ministeriali". Un periodo molto intenso, insomma, per i medici del lavoro, il cui ruolo, causa Covid19, sta cambiando. E non di poco. Oltre a partecipare alla stesura dei protocolli operativi il dottor Strano svolge un ruolo di supporto a trecentossesanta gradi per tutto ciò che riguarda la prevenzione, la corretta interpretazione delle norme contenute nei Decreti che vengono emanati in questo ambito, l'adozione di misure speciali relativamente a situazioni particolarmente complesse. "Paradossalmente - commenta - in questa fase passo più tempo sulle carte che non con i pazienti". La burocrazia, si sa, è una delle criticità del sistema Paese e riesce a rendere ancora più difficile ciò che già lo è. Esistono poi delle difficoltà legate a un altro aspetto. "La medicina occidentale - ricorda Strano - si basa su evidenze scientifiche, ma nel caso del Covid19, queste evidenze ancora non ci sono. Ciò significa che tutte le misure da adottare, tutte le decisioni, tutte le modifiche organizzative e soprattutto tutte gli strumenti di prevenzione devono essere attentamente valutati, condivisi e validati. l'approccio cautelativo è essenziale in questa fase". Cita un esempio fra i tanti, il dottor Strano, per concretizzare il concetto: "Parliamo della pulizia degli ambienti. Un'attività di routine che, alla luce delle nuove necessità è stata implementata. Oltre a quella ordinaria, infatti, ne è stata prevista una straordinaria, effettuata con prodotti appositi che garantiscono un elevato grado di igienizzazione. Un intervento straordinario, eseguito con macchinari speciali, viene attivato solo a fronte di positività acclarate". "Un piano di prevenzione, però - conclude - non funzionerà mai al cento per cento se non c'è la totale collaborazione delle persone, per questo nei prossimi mesi, i più delicati, ci impegneremo per ampliare la cultura della sicurezza anche a questo ambito".